Il Pedigree: cos’è, a cosa serve e come si legge
Cos’è il pedigree
Il pedigree è un documento ufficiale che certifica le origini e la genealogia di un animale di razza, come il gatto o il cane.
È rilasciato esclusivamente da un’associazione o ente riconosciuto (in Italia, ad esempio, l’ANFI per i gatti o l’ENCI per i cani).
Il pedigree non è solo un “certificato di razza”, ma un vero e proprio albero genealogico che attesta i genitori, i nonni e gli antenati dell’animale, solitamente fino alla quarta o quinta generazione.
A cosa serve il pedigree
- Garanzia di razza – certifica che l’animale appartiene davvero alla razza dichiarata.
- Tracciabilità genetica – permette di conoscere e controllare le linee di sangue, evitando consanguineità.
- Tutela della salute – gli allevatori seri selezionano i riproduttori in base a test sanitari e genetici.
- Accesso a esposizioni e riproduzione ufficiale – solo gli animali con pedigree possono partecipare a mostre e trasmettere il pedigree ai cuccioli.
- Valore culturale e storico – racconta la storia e la discendenza della linea di sangue.
Perché fare il pedigree ai cuccioli?
Richiedere il pedigree per ogni cucciolata è un obbligo etico e legale per un allevatore serio.
- Permette di tutelare il lavoro di selezione e di garantire al nuovo proprietario un cucciolo realmente di razza.
- Offre trasparenza sulle origini, evitando frodi e falsi.
- Dà diritto al cucciolo e al futuro proprietario di accedere a esposizioni, competizioni e, se previsto, a una riproduzione riconosciuta.
Senza pedigree, un cucciolo non può essere considerato ufficialmente “di razza”, ma soltanto “di tipo”.
Quanto costa il pedigree?
Il pedigree ha un costo molto basso rispetto al prezzo complessivo di un cucciolo.
- In Italia, la registrazione di un pedigree felino ANFI costa generalmente tra i 15 e i 25 euro a cucciolo (cifra che varia leggermente a seconda della cucciolata e delle tempistiche).
- È una spesa irrisoria se paragonata al valore del lavoro dell’allevatore: test genetici e sanitari, alimentazione di qualità, controlli veterinari, crescita in ambiente idoneo e socializzazione.
Questo significa che quando un allevatore non richiede il pedigree, non è per risparmiare sul costo, ma spesso perché non può ottenerlo (ad esempio per cuccioli nati da genitori non registrati o da accoppiamenti non riconosciuti). In questi casi, la trasparenza viene a mancare.
Come si legge un pedigree
- Dati identificativi dell’animale → nome, allevamento, sesso, colore, numero di registrazione, microchip.
- Genealogia → presentata in tabella ad albero: genitori, nonni, bisnonni, trisnonni.
- Sigle e titoli → CH, IC, SC ecc. indicano i titoli ottenuti in esposizione.
- EMS code → codice internazionale che descrive razza, colore e disegno (es. MCO n 22 = Maine Coon black tabby blotched, in gergo chiamato brown tabby).
- Associazione emittente → logo e riferimenti ufficiali.
- Ogni pedigree riporta il logo e i riferimenti ufficiali dell’associazione che lo ha rilasciato.
Un concetto importante: senza pedigree, niente razza
Un animale senza pedigree, pur somigliando a una determinata razza, non può essere considerato ufficialmente appartenente a quella razza. In assenza di documentazione, viene registrato come “gatto/cane di tipo”, ma non potrà trasmettere a sua volta pedigree ai cuccioli.
In sintesi:
Il pedigree è la carta d’identità ufficiale del gatto o del cane.
Fare il pedigree ai cuccioli non è un optional, ma un atto di serietà, responsabilità e trasparenza da parte dell’allevatore.
Il suo costo è minimo, ma il suo valore è immenso: garantisce la salute, la selezione e la storia di ogni cucciolo.


